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Informazioni su egitto

  DETAILS

informazione pratiche

Egitto

Governo :
Repubblica Araba d’Egitto
Superficie (Km2) :
1.001.449 Km2
Popolazione :
80.264.543 abitanti (tasso di crescita demografica 1,71%)
Gruppi etnici :
Arabi 85%, Beduini, Nubiani, Berberi e altri 15%
Lingue :
Arabo (uff.) Inglese, Francese ed è molto conosciuto l’Italiano
Religioni :
Islamica sunnita (giorno festivo venerdì) con una minoranza cristiana copta (dal 10 al 15%)
Capitale :
Il Cairo (16.000.000 nell'area metropolitana)
Moneta :
Lira Egiziana (EGP)
Fuso orario :
GMT+1: +1h rispetto all’Italia
Documenti validi :
È richiesto il passaporto o, in alternativa la carta d'identità valevole per l'espatrio (a cui va allegata una fotocopia della carta d'identità e due foto tessera), entrambi i documenti con almeno 6 mesi di validità dalla data di partenza (i bambini devono essere iscritti sul passaporto di un genitore).È richiesto il visto d'ingresso turistico, eccetto per i minori di 15 anni registrati sul passaporto del genitore. 
Visto :
Obbligatorio, il visto può essere richiesto alle Ambasciate o ai Consolati egiziani oppure può essere ottenuto all’ingresso nel Paese.
Particolari divieti :
L'Egitto è un Paese musulmano ed è bene pertanto avere un comportamento che sia rispettoso di quella cultura e di quella religione; in particolare le donne dovranno avere un abbigliamento che non dia adito a provocazioni evitando shorts, gonne corte, maglie scollate e aderenti. E' ottima regola non fotografare qualsiasi potenziale obiettivo strategico (ponti, ferrovie, aeroporti ecc.) e non insistere se qualcuno non vuole essere fotografato. 
Carte di credito :
Le principali carte di credito sono accettate negli hotel di categoria elevata e nei negozi più importanti; le nuove carte di credito elettroniche non sono sempre facilmente accettate e utilizzabili. Nelle maggiori località turistiche troverete numerosi sportelli bancomat dover poter effettuare prelievi automatici di denaro. l'euro non ci sono problemi, è cambiato ovunque e accettato volentieri.
Clima :
Il clima egiziano si presenta di tipo desertico su quasi tutto il Paese, eccezione fatta per la zona mediterranea dove esso è più mite. Gli inverni sono miti, anche se non mancano gelate invernali nel deserto, dovute alle forti escursioni termiche tra il dì e la notte. Le estati sono molto calde e secche, e le temperature raggiungono molto facilmente i 43-45°C, con punte di oltre 50°C in pieno deserto. La zona più "fresca" del Paese in estate è quella delle coste mediterranee, avvantaggiata dalle brezze marine che rendono più sopportabile la calura. Le precipitazioni sono molto scarse, soprattutto nelle zone interne sahariane, dove non piove per molti mesi. Periodo consigliato primavera e l'autunno.
Telecomunicazioni :
Prefissi: dall' ltalia 0020; per l'Italia 0039 Copertura mobile, voce e dati: sì 
Elettricità :
Tensione a 220 volts 
Salute :
Nessuna vaccinazione obbligatoria, consultare il proprio medico per valutare eventuali vaccinazioni contro epatite A e B. Si consiglia di bere solo acqua minerale, verificando che la bottiglia sia sigillata, di non aggiungere ghiaccio nelle bevande e di non mangiare carne cruda, frutta e verdure non disinfettate, usare repellenti per insetti. E’ utile avere con se disinfettanti intestinali. Si consiglia di stipulare un'assicurazione sanitaria. Sono presenti malattie a trasmissione sessuale.
Cosa mettere in valigia :
Abiti in cotone, un pullover per la sera, qualche capo di abbigliamento più pesante se viaggiate nel periodo invernale, cappello, occhiali da sole, scarpe comode, costume da bagno, farmacia da viaggio (disinfettanti intestinali, pastiglie per la dissenteria), prodotti antizanzare, creme protettive per il sole, creme idratanti anche per labbra, collirio, una pila elettrica, borraccia, sveglia.  

acqua :l'acqua del rubinetto non potabile da bere; ma serve per lavare i denti

I nome di Egitto attraverso i secoli

Miṣr, il nome arabo e ufficiale del moderno Egitto, è una parola di origine semitica. Dalla radice triconsonantica M-Ṣ-R l'accadico, anch'esso una lingua semitica, forma il sostantivo miṣru con significato di "frontiera, territorio"; maṣartu ha il significato di "guardia, sentinella, frontiera" e il verbo muṣuru "stabilire una frontiera".[7]

Uno degli antichi nomi egizi del Paese, Kmt (pronuncia convenzionale[8]Kemet), "[terra] nera", è dovuto al fertile limo nero depositato dalle piene del Nilo, distinto dalla Dšrt (pronuncia convenzionale: Desceret), la "[terra] rossa" del deserto. In copto, la fase finale della lingua egizia, il nome del Paese è Keme o Kemi.

Il nome italiano "Egitto" deriva dalla parola latina Aegyptus che a sua volta proviene dal greco Αἴγυπτος, Àigüptos. Il nome greco potrebbe essere una derivazione dall'egizio Hwt kȝ Ptḥ (pronuncia convenzionale: Hut ka Pta), "casa del ka di Ptah", nome di un tempio del dio Ptah a Menfi.

Storia

 Storia dell'Egitto e Governatori coloniali dell'Egitto.

La Grande Sfinge di Giza e la Piramide di Chefren, simboli indiscussi dell'Egitto storico e attuale.

La storia dell'Egitto viene fatta iniziare con l'unione di Basso e Alto Egitto da parte di Menes, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3100 a.C. anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli. Sappiamo da recenti scoperte archeologiche che la civiltà egizia esisteva già da almeno un millennio prima.

Attraverso momenti imperiali e altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio a.C. quando cadde sotto il controllo persiano.

Conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., rimase sotto il controllo dei suoi successori, i Tolomei, fino alla conquista romana al 30 a.C.

Alla divisione dell'Impero romano l'Egitto divenne parte dell'Impero romano d'Oriente.

Nel VII secolo fu conquistato dagli Arabi che resero il paese una provincia ( wilāya ) del loro califfato. Una prima autonomia il paese la riguadagnò coi Tulunidi e, dopo la riconquista abbaside, i cui califfi affidarono l'Egitto agli Ikshididi, il paese fu conquistato nel X secolo dai Fatimidi, che erano sciiti-ismailiti.

Saladino e la dinastia da lui fondata degli Ayyubidi posero sotto il proprio controllo l'Egitto, la Siria e lo Yemen a partire dal XII secolo. Successivamente, fu la volta dei MamelucchiTurchi e Circassi. Infine fu il turno degli Ottomani che presero il potere nel XVI secolo (1517), al termine della Campagna militare voluta dal Sultano ottomano Selim I Yavuz che, tuttavia, mantenne come suoi "feudatari" gli sconfitti Mamelucchi.

Ai primi di luglio 1798 l'Egitto fu invaso via mare da un corpo di spedizione francese forte di circa 40.000 uomini guidato da Napoleone Bonaparte. Lo scopo principale dell'invasione fu quello di minare il monopolio commerciale dell'Inghilterra nella regione ma, tra gli scopi secondari, c'era anche quello di agevolare la conduzione di studi storici, archeologici, geografici, linguistici che il nutrito gruppo di uomini di scienza e di lettere, che Napoleone era riuscito ad aggregare alla spedizione, svolse effettivamente in modo più che egregio. L'occupazione francese durò fino all'estate del 1800 (Napoleone era tornato in Francia già ad agosto del 1799) quando le ultime truppe comandate dal generale Menou si arresero agli anglo-turchi.

Dai primi del XIX secolo l'Egitto fu tenuto con saldo e innovatore polso dall'albanese Mehmet Ali Pascià (fondatore della dinastia albanese a guida di Egitto estinta con l'ultimo re Faruq I d'Egitto nel 1953) che avviò una dinastia vicereale (khediviale), formalmente vassalla della Sublime Porta (Istanbul) ma sostanzialmente del tutto autonoma: il Khedivato di Egitto.

Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e le inettitudini finanziarie di Isma'il Pascià, giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, il Regno Unito e la Francia obbligarono l'Egitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle Finanze e dei Lavori Pubblici. Poco dopo Londra occupò l'Egitto e il 18 dicembre 1882 ne proclamò formalmente l'autonomia dall'Impero ottomano, instaurando, peraltro, un suo "protettorato di fatto". Nel 1899, il Regno Unito impose all'Egitto il condominio sul Sudan, che, fino ad allora faceva parte del territorio egiziano. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il Khedivè ʿAbbās II si schierò al fianco dell'Impero Ottomano e fu prontamente deposto dai britannici che proclamarono Sultano dell'Egitto e del Sudan suo zio, Husayn Kāmil. Questi decretò la fine della sovranità turca e la trasformazione del Paese in un protettorato britannico anche a livello giuridico. Dopo una lunga guerra, iniziata nel 1922, malgrado lunghe e dure lotte in cui rifulse l'attività patriottica di Sa'd Zaghlul e del partito del Wafd, soltanto il 14 settembre 1936 fu proclamata la piena indipendenza dell'Egitto, con un trattato stipulato con la Gran Bretagna che convertiva il protettorato in un'alleanza bilaterale tra due Paesi sovrani, perdurando tuttavia di fatto l'occupazione militare britannica per le basi militari che il Regno Unito mantenne nel Paese e il pieno controllo, assieme alla Francia, del Canale di Suez.

Il Cairo, una vistosa insegna pubblicitaria nell'Egitto moderno evoca i fasti antichi del Nilo, altro simbolo dell'Egitto.

Questo stato di cose proseguì fino al 1952 quando il 23 luglio un colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Muhammad Naguib e del colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer (Nasser) proclamò la repubblica, deponendo la dinastia fondata da Mehmet Ali e imponendo pochi anni dopo il definitivo ritiro delle truppe britanniche dalla zona del Canale e dalle basi militari che ancora gestiva. Nel 1956 cessò il codominio anglo-egiziano sul Sudan, che conseguì la piena indipendenza.

Il 23 giugno 1956 Gamāl ʿAbd al-Nāṣer viene eletto Presidente della Repubblica, e il 26 luglio decreta la nazionalizzazione del Canale di Suez, ponendo termine al controllo franco-britannico, e bloccando, di fatto, questa importante via di comunicazione. La situazione precipita nel mese di ottobre; a seguito di attacchi terroristici nelle zone di confine, infatti, il 20 ottobre, Israele invade il Sinai, e punta sul Canale di Suez; il 29 ottobre 1956, truppe britanniche e francesi occupano la zona del Canale, il 31 ottobre bombardano Il Cairo e il 5 novembre occupano Porto Said. Il 6 novembre l'Unione Sovietica intima a Israele, Francia e Regno Unito, di interrompere le ostilità verso l'Egitto, minacciando un intervento diretto nel conflitto, e anche gli Stati Uniti premono sugli alleati per porre fine al conflitto.

Il cessate il fuoco entra in vigore l'8 novembre, e il 15 dello stesso mese truppe di pace dell'ONU giungono nella zona. L'intero Egitto fu così affidato alla nuova classe dirigente espressa dai "Liberi Ufficiali".

Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato da Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, all'URSS. Nel 1967 scoppia la "Guerra dei sei giorni" (vedi Conflitti arabo-israeliani), e il 28 settembre 1970 muore Nasser. Gli succede il vice presidente, Anwar al-Sādāt, che, nel 1973 sferra una nuova offensiva verso Israele, e che sarà ucciso il 6 ottobre del 1981 in un attentato fondamentalista. Gli succede Ḥosnī Mubārak. Dopo un trentennio di presidenza, continuamente reiterata grazie a opportune modifiche costituzionali, 18 giorni di imponenti proteste, accompagnate dall'uccisione di oltre 800 egiziani, costringono Ḥosnī Mubārak alle dimissioni l'11 febbraio 2011, lasciando il potere al Consiglio supremo delle forze armate guidato dal Feldmaresciallo (MushirMohammed Hoseyn Tantawi

Morfologia

Il territorio egiziano è prevalentemente desertico; soltanto il 5% del territorio è fertile e coincide con la valle del Nilo, il suo delta e le oasi presenti nella parte occidentale del paese. Il Nilo, che scorre da sud a nord per 1500 km, attraversa una valle resa fertile da canali di irrigazioni e dighe e sfocia nel mar Mediterraneo con un ampio delta

il nilo:

L'Egitto ha pochissimi fiumi, ma ha il Nilo, il più importante del Paese, che è uno dei fiumi più lunghi del mondo (secondo le misurazioni, si contende il primato di lunghezza col Rio delle Amazzoni). Esso nasce dai grandi laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell'Egitto. Il Nilo è stato di vitale importanza per il fiorire delle antiche civiltà, e lo è ancora oggi poiché è una fonte inesauribile di acqua per l'irrigazione dei campi. Senza di esso l'Egitto sarebbe un'isolata landa desertica senza vita, trovandosi su uno dei territori più aridi del deserto sahariano, il deserto libico, poverissimo di oasi.

Il Nilo è quasi tutto navigabile, a eccezione del corso in prossimità della prima cateratta, a sud. Scorre su un ampio letto per alcuni tratti incassato fra alte pareti rocciose. Poco a nord del Cairo, si divide in due rami principali:

  • a ovest, quello di Rosetta, che sfocia vicino alla città di Alessandria.
  • a est, quello di Damietta, che sfocia nei pressi del canale di Suez.

Il delta del Nilo, chiamato Kantar, è ricco di cordoni sabbiosi, ed è solcato da una fitta rete di canali  artificiali.

Ordinamento dello Stato:

Bandiera egiziana.

L'Egitto è una repubblica dal 18 giugno 1953; si auto-definisce una repubblica araba e socialista. La Costituzione organizza il potere politico secondo un sistema presidenziale multipartitico con bicameralismo asimmetrico (la Costituzione vieta i partiti su base confessionale).

Il potere esecutivo è diviso tra il Presidente e il Primo ministro. Tuttavia, in pratica, il potere esecutivo è fortemente concentrato nel Presidente, che dal 1952 al 2005 è stato eletto in consultazioni popolari con un solo candidato.

Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento bicamerale:

  • Assemblea del Popolo (Majlis al-Shaʿb), composto da 454 deputati eletti a suffragio universale diretto ogni 5 anni, 400 con sistema proporzionale, 44 in collegi uninominali e non più di 10 nominati dal Presidente. Il Parlamento può sfiduciare il governo.
  • Consiglio Consultivo (Majlis al-Shūra), composto di 264 consiglieri, per 2/3 eletti direttamente e per 1/3 nominati dal Presidente per un mandato di 6 anni (con rinnovo di metà consiglio ogni 3 anni). Il Consiglio, creato nel 1980, ha poteri limitati: in caso di disaccordo fra i due rami, l'Assemblea ha l'ultima parola.

Il potere giudiziario è costituzionalmente indipendente (con al suo vertice la Suprema Corte Costituzionale) e durante le presidenze Mubārak ha dimostrato anche una crescente indipendenza di fatto. Il diritto è di tipo codicistico (civil law), salvo per le questioni matrimoniali e di stato personale, dove vige il diritto religioso (coranico o canonico).

Suddivisione amministrativa

Lo stesso argomento in dettaglio: Governatorati dell'Egitto.

 

L'Egitto ha cinque livelli amministrativi al di sotto dello Stato.

Dall'aprile 2008 l'Egitto è diviso in 27 muhāfaza, o governatorati.[11] In genere i Governatorati prendono il nome dalla città principale. Ogni Governatorato è retto da un governatore che viene designato dal presidente della repubblica.

Elenco dei Governatorati dell'Egitto

Governatorati dell'Egitto.

 

Nome

Area (km²)

Popolazione (2006)

Capitale

1

Alessandria

2.679

4.110.015

Alessandria

2

Aswan

679

1.184.432

Assuan

3

Asyūt

25.926

3.441.597

Asyut

4

Buhayra

10.130

4.737.129

Damanhur

5

Beni Suef

1322

2.290.527

Beni Suef

6

Il Cairo

214

9.120.350

Cairo

7

Daqahliyya

3471

4.985.187

Mansura

8

Damietta

589

1.092.316

Damietta

9

Fayyum

1827

2.512.792

Faiyum

10

Gharbiyya

1942

4.010.298

Tanta

11

Gīza

85.153

6.272.571

Giza

12

Ismāʿīliyya

1.442

942.832

Ismailia

13

Kafr el-Sheykh

3.437

2.618.111

Kafr el-Sheikh

14

Matruh

212.112

322.341

Marsa Matruh

15

Minya

32.279

4.179.309

Minya

16

Manūfiyya

     

                                            

 


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